Tecnica di scavo – La Talpa

La “Talpa” è una fresa meccanica a piena sezione, un complesso macchinario che permette la meccanizzazione completa dello scavo delle gallerie e la realizzazione contemporanea del rivestimento delle stesse, un metodo ormai largamente diffuso e impiegato ad esempio per scavare la Metropolitana di Torino o i grandi tunnel di base ferroviari sotto le Alpi.

 

Le moderne TBM (acronimo inglese di Tunnel Boring Machine) hanno teste rotanti su cui sono montati dischi taglianti, inserite in uno “scudo”, cioè il cilindro metallico che chiude la macchina e su cui, ad una estremità, è montata la testa rotante che porta gli utensili di scavo veri e propri.

La testa ruota a velocità comprese di solito fra 1 e 10 r.p.m., a seconda della sua dimensione e del tipo di substrato geologico in cui opera, e rimuove scaglie di materiale che raccoglie dentro il cilindro, alle spalle della testa rotante dove c’è una camera in cui è raccolto il materiale scavato.

A seconda del tipo di TBM, il materiale litico può essere estratto così com’è o mischiato a fango (il cosiddetto “slurry shield”); la scelta dipende dalle condizioni dell’ammasso in cui si scava.
Ad esempio se ci si aspetta una gran quantità di polvere il fango può essere utile.

Il materiale esce poi dalla camera su una coclea e viene posto su un rullo trasportatore che lo trasporta all’esterno della macchina.

La TBM si sposta grossomodo come un lombrico: dei martinetti idraulici puntano sulla roccia o sul rivestimento appena posizionato e spingono in avanti lo scudo; anche la parte retrostante della TBM è ancorata alla bocca del tunnel per contribuire alla spinta. una volta riposizionata la testa, il resto della macchina è trascinato in avanti.

Dentro lo scudo oltre a tutti i servizi è presente un sistema di posizionamento dei conci in calcestruzzo prefabbricati per il rivestimento.

La “Talpa” ribattezzata “Anna” è stata costruita in Germania, testata e poi smontata e trasferita al cantiere presso un’apposita camera di montaggio dove è stata riassemblata e messa in funzione.
La macchina da scavo è entrato in servizio al Frejus nel settembre 2011 procedendo ad una “velocità” media di 10-12 metri al giorno.