Materiali di scavo: Lo Smarino

Come già rappresentato, tenuto conto che lo scavo del lotto 1 è stato completato lo scorso febbraio 2013, diversamente dalle previsioni iniziali, si è deciso di proseguire lo scavo dal lato Francia. La TBM è operativa da inizio luglio e lo scavo del lotto 2 di competenza italiana avviene in prosecuzione del lotto 1, a partire dalla progressiva 6+495,4 .
Lo scavo della galleria sviluppa complessivamente circa 6.380 metri e si rende necessario stoccare circa 530.000 mc (compattato) di materiale di risulta (smarino).

Il materiale proveniente dello scavo viene trasferito all’esterno della galleria sul lato francese mediante nastro trasportatore, per poi essere stoccato provvisoriamente in due aree a breve distanza dall’imbocco della stessa (lato Francia), ove giungerà mediante un secondo nastro trasportatore appositamente installato. A partire da tali zone, il materiale sarà quindi caricato sui camion per il trasporto ai siti di deponia.

Sulla base del differente scenario di scavo, sono stati individuati, oltre all’originario sito di deponia di Montanaro, in località Ronchi, ulteriori nuovi siti, ubicati in territorio francese ove collocare quota parte dello smarino.

Oltre a quanto sopra, si rappresenta che con lettera di intenti prot.13674 del 10/10/2011 e successiva delibera del C.C.n°28 del 12/09/2012, che recepiva e confermava la lettera di intenti, il Comune di Bardonecchia, a seguito di una ricognizione nel territorio comunale, rilevando una serie di cricità afferenti soprattutto alla viabilità (provinciale) e alla sicurezza ed incolumità pubblica, chiese a SITAF di “valutare la possibilità di riutilizzo del materiale di scavo della galleria di sicurezza del Frejus (in toto o in parte), previo accertamento delle caratteristiche di idoneità tecnico-ambientali dello stesso, per la costruzione di opere volte a risolvere le criticità di cui sopra”, in linea peraltro con le indicazioni in merito da parte di Regione Piemonte e Provincia di Torino circa l’opportunità di proseguire nell’iter per il riutilizzo del materiale in ambiti vicini all’area di intervento proseguendo così l’obiettivo principale della minimizzazione del trasporto del materiale.

Quanto sopra trova riscontro nel protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso 24 aprile 2013 tra Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comune di Bardonecchia e la partecipazione di SITAF Spa in ordine allo stoccaggio dello smarino dell’opera “T4 Traforo del Frejus-Galleria di Sicurezza”.

Il Comune di Bardonecchia, con delibera del C.C. n°37 del 07/11/, approvando il suddetto protocollo d’intesa, confermava gli interventi previsti, che nello specifico sono:
– messa in sicurezza dell’area a monte dell’abitato di Melezet e della SP216 del Melezet (loc.Sacro Cuore), mediante la costruzione di un idoneo vallo paramassi con la funzione di proteggere gli insediamenti abitativi e le infrastrutture esistenti (Strada Provinciale n.216) dal rischio di frane di crollo dal versante montano soprastante, nonchè di restituire alla destinazione urbanistica prevista dal PRGC (residenziale) un’area su cui è attualmente preclusa l’edificabilità a causa del predetto rischio di frana:
– miglioramento del tracciato della strada Bardonecchia-Rochemolles, attraverso il rimodellamento morfologico di parte del tracciato.

Analogamente, con nota prot.1962 del 03/07/2012, anche il Comune di Salbertrand, comune situato in Alta Valle Susa a circa 22 km di distanza dal cantiere di scavo della galleria, ha mostrato pari interesse per il riutilizzo di parte del materiale di scavo della Galleria di Sicurezza per la riqualificazione ambientale e funzionale di un’area degradata, in località “Sagne ex cantiere Asfalti Sintex”, esterna a centri abitati, nonchè facilmente raggiungibile dall’A32 mediante gli svincoli di Serre La Voute.

SITAF, recependo le istanze dei Comuni di Bardonecchia e Salbertrand, ha inzialmente predisposto appositi studi di fattibilità in merito alla possibilità di riutilizzo dello smarino per la realizzazione degli interventi su indicati. I successivi progetti definitivi sono stati trasmessi ai Ministeri competenti nonchè agli enti interessati per l’ottenimento delle relative autorizzazioni.

L’insieme dei siti, vecchi e nuovi, ubicati sia in territorio francese e sia in territorio italiano, consentono una capacità di utilizzo superiore a quella di produzione in modo da gestire nel migliore dei modi gli scenari di scavo la cui ultimazione, si ricorda, è prevista per il mese di gennaio 2015 insieme con le tempistiche autorizzative.