Sicurezza del Frejus

SECONDO TUNNEL: UN PERCORSO PROGETTUALE IN EVOLUZIONE CON I TEMPI

I primi studi preliminari di fattibilità, approvati dalla CIG (Conferenza Intergovernativa Italia/Francia) del Frejus derivano da un documento di “Analisi del Rischio” che – a seguito dell’incidente del Tunnel del Monte Bianco – approfondiva in termini di prevenzione, simulando gli scenari possibili, i potenziali incidenti legati al trasporto di merci pericolose durante la normale operatività del Traforo.

Dalle conclusioni dello studio, si deduceva, tra l’altro, che ” … la presenza di luoghi sicuri ogni 400 metri che comunicano con un traforo di servizio e sicurezza potrebbe favorire l’evacuazione degli utenti verso una zona priva di fumo”.

Sulla scorta di questo documento, il Comitato di Sicurezza italo-francese, nell’ottobre 2002 fissò gli obiettivi minimi funzionali per la realizzazione di una galleria con funzioni di sicurezza parallela alla canna di esercizio stradale.
Le due concessionarie SITAF e SFTRF predisposero un progetto preliminare che individuava in 4,80 metri il diametro minimo di una galleria di sicurezza in grado di rispondere agli obiettivi di maggior sicurezza individuati come prioritari.

Questo primo progetto di massima fu approvato formalmente nel giugno 2003 dai due Paesi e venne quindi sviluppato in un esecutivo.
Gli approfondimenti progettuali conclusi a inizio del 2005 – a seguito della verifica di rispondenza alla nuova Direttiva Comunitaria nel frattempo entrata in vigore – individuarono una ottimizzazione del diametro interno della galleria in 5,50 metri; questo sia per facilitare le attività di scavo sia per consentire l’accesso di tutte le tipologie di mezzi di soccorso, altrimenti non possibile con un diametro di 4,80 metri.

Il 4 giugno del 2005, causato da un guasto ad un autotreno, si sviluppa un tragico incendio nel Frejus che ne provocò la chiusura totale per oltre due mesi.

A seguito dell’esperienza maturata in occasione dell’incendio del 4 giugno 2005 nel traforo del Frejus, i Ministri italiano e francese dei Trasporti, nel febbraio 2006, chiesero alla CIG e di conseguenza alle due società concessionarie di rivedere il progetto della galleria di sicurezza di diametro con un supplemento di studio in modo di rafforzare ulteriormente e garantire la massima sicurezza e la rapidità di intervento dei soccorsi sanitari e delle squadre e dei mezzi antincendio su entrambi i lati del tunnel, in qualsiasi condizione e scenario di emergenza.

La CIG ha affidato tale compito al Comitato di Sicurezza che ha definito le caratteristiche principali e le modifiche da apportare al progetto già esaminato della galleria di sicurezza, per tener conto dell’esperienza ricavata dagli incendi nei grandi trafori stradali alpini, attribuendo un ruolo molto più importante alla sicurezza attiva, e quindi alla mobilità dei mezzi di soccorso ed alla tempestività ed alla sicurezza del loro intervento.
Con questo obiettivo il Comitato di Sicurezza, ha elaborato il rapporto del marzo 2006 con il quale ha proposto la realizzazione della galleria di sicurezza con le seguenti caratteristiche generali:

Diametro di 8,00 metri con sagoma libera di 6,60 m. x 4.00 m.
Misura ricavata a partire dalle dimensioni standard dei veicoli di soccorso in servizio – l’autocarro antiincendio Titan e la navetta bidirezionale “Orthros” delle società concessionarie – e dei veicoli di soccorso dei Vigili del Fuoco italiani e francesi. 3

  • 34 rifugi e collegamento pedonale con il traforo siti ogni 375 metri (già previsti anche nel progetto della galleria con diametro di 5,50 m);
  • 5 by-pass carrabili tra galleria di sicurezza e traforo di sezione adeguata per consentire ai mezzi di soccorso di aggirare un eventuale blocco che dovesse presentarsi nel traforo
  • un sistema di ventilazione di tipo longitudinale con centrali di estrazione e acceleratori in volta galleria per garantire rapida e massiccia evacuazione dei fumi in caso di incendio

Con questa configurazione nel 2009, con delibera CIPE n° 43 del 26 giugno, pubblicata in data 9/02/2010 sulla Gazzetta Ufficiale n° 32, il progetto è stato definitivamente approvato dal Governo Italiano.
In ambito del Comitato di Sicurezza tuttavia le società concessionarie SITAF e SFTRF avevano già rappresentato e sostenuto che la galleria di sicurezza progettata all’epoca fosse costituita a tutti gli effetti da una galleria transitabile, ritenendo che la separazione dei flussi di traffico su due canne monodirezionali, fosse la situazione ottimale per la sicurezza.

Tale configurazione è infatti la sola che consenta una gestione semplice ed efficace dei fumi, anche in caso di incendio molto esteso, anche a fronte di un comportamento non controllato degli utenti, spingendo i fumi nel senso del traffico e permettendo un accesso facilitato dei soccorsi, attraverso il tunnel interessato dall’incendio e/o attraverso la galleria di transito adiacente, oltre che evitando ogni possibile incidente dovuto a cambi di corsia in una galleria bidirezionale.

Il 29 novembre del 2010 avviene un nuovo incendio all’interno del Traforo.

L’analisi svolta successivamente dal Comitato di Sicurezza e trasmessa alla CIG ha messo in evidenza che, benché il trattamento dell’evento abbia mostrato l’efficacia delle misure tecniche e operative adottate dopo l’incendio del 2005, i comportamenti degli utenti in caso di eventi pericolosi, in quanto non prevedibili, comportano sempre un rischio che può pregiudicare l’efficacia dei soccorsi.

A fronte di ciò, la CIG, nel maggio 2011, riprendendo le raccomandazioni del Comitato di sicurezza, ha chiesto al GEF e alle Società Concessionarie di compiere studi atti a definire tutti i possibili miglioramenti e le modifiche organizzative, tecniche, impiantistiche, di mezzi e di infrastrutture idonee a ridurre o evitare i rischi in caso di incidente.

Le conclusioni degli studi e delle analisi effettuate sul comportamento degli utenti hanno messo in evidenza che, oltre all’importanza dei messaggi sonori e della comunicazione e alle migliorie tecniche adottabili quali installazione di semibarriere per facilitare l’arresto dei veicoli all’interno del traforo, “l’utilizzo della galleria di sicurezza per separare i flussi di circolazione permetterebbe di ridurre i rischi indotti da comportamenti inadeguati di alcuni utenti e migliorare così in modo rilevante la sicurezza dell’opera. Da un punto di vista globale, inoltre, l’apertura al traffico della galleria permetterebbe al traforo di essere portato al livello dei tunnel intrinsecamente più sicuri e ai suoi utenti di beneficiare di livelli di sicurezza propri dei trafori più recenti concepiti secondo i più elevati standard in vigore.”

La CIG, nell’ottobre 2011, prendendo atto degli studi effettuati chiede che, per la valutazione del progetto di evoluzione della canna di sicurezza in canna monodirezionale di traffico, oltre alla valutazione dei costi addizionali che potrebbero sopraggiungere dalla messa in circolazione della galleria, venga prestata attenzione particolare agli aspetti ambientali al fine di garantire che l’evoluzione del progetto non si traduca in impatti negativi sull’ambiente.

Lo studio di fattibilità, così come certificato dal Comitato di Sicurezza nella seduta conclusiva sull’argomento del gennaio 2012, evidenzia la possibilità della trasformazione della galleria di sicurezza in galleria di transito nel rispetto e in conformità con le norme dei due Stati e con la normativa europea.

La CIG, nella seduta del maggio 2012, nel prendere nota del parere del Comitato di Sicurezza sullo studio preliminare predisposto dalle Società Concessionarie e dal Gestore {GEIE-GEF) e delle dichiarazioni dei presidenti delle due società sul grande interesse in termini di sicurezza rappresentato dalla apertura alla circolazione della galleria di sicurezza, “dà il proprio parere favorevole al proseguimento da parte delle società degli studi di natura tecnica, finanziaria e ambientale…”.

Gli ulteriori studi effettuati vengono esaminati dal Comitato di Sicurezza con parere favorevole circa l’apertura al traffico della galleria, con un conseguente miglioramento della sicurezza degli automobilisti.

La CIG Italia -Francia, nella seduta dell’ottobre 2012, nel “prendere atto del parere del Comitato di Sicurezza relativo al progetto per la messa in circolazione della galleria di sicurezza del traforo del Frejus, rende un parere favorevole al progetto di messa in circolazione della galleria di sicurezza del Traforo del Frejus.

Il traforo del Frejus diverrà quindi un’opera a due canne monodirezionali ad una corsia di marcia per ogni senso. La Conferenza Governativa ritiene che questo progetto non ha altre finalità se non il miglioramento della sicurezza nel tunnel.”

Decisione che viene così concordemente ufficializzata fra i due Governi in data 3 dicembre 2012, quando il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti della Repubblica Italiana Ciaccia e dal Ministro delegato in carico dei Trasporti, del Mare e della Pesca della Repubblica Francese Cuvillier, preso atto del parere favorevole della Commissione lntergovernativa del Traforo del Frejus dell’11 ottobre 2012 circa il progetto di apertura al traffico della galleria di sicurezza presentato dalle società esercenti e approvato dal Comitato di Sicurezza del suddetto traforo rilasciano la seguente dichiarazione congiunta:

“Si decide che, in esito al termine dei lavori per dotare il traforo del Frejus di una galleria di sicurezza, questa nuova opera, nel rispetto delle procedure nazionali e comunitarie e delle relative scadenze, sarà aperta al traffico con una sola corsia di marcia, nel senso Italia- Francia, e che contemporaneamente il traforo attuale sarà ridotto ad una sola corsia di marcia, nel senso Francia-Italia.

Si evidenzia che detta decisione si pone come unico obiettivo di ottenere il maggior livello possibile di sicurezza dell’opera e dei suoi utenti; essa non si pone in alcun caso l’obiettivo di aumentare la capacità dell’opera, la quale sarà sottoposta a limitazione.”